Monopoli · agosto 2026

Oleodotto
sul mare

A Monopoli il progetto Marseglia prevede un deposito costiero, una pipeline fino al porto, due condotte sottomarine e un campo di cinque boe. Il progetto è dentro una procedura VIA statale e presenta questioni ancora aperte su habitat marini, sicurezza, territorio e alternative di tracciato.

Reportage basato sugli atti pubblici
Il progetto

Non c'è solo un tubo.

Il progetto collega un deposito nella zona industriale alle navi che arriverebbero al largo di Monopoli.

Il sistema comprende il deposito, una pipeline terrestre di circa 3 km, una stazione di rilancio nell'area portuale, due sealine, cioè condotte sottomarine, e un campo di cinque boe.

Secondo gli elaborati progettuali, il deposito dovrebbe movimentare biodiesel, oli tecnici e derivati. Il collegamento diretto con il mare permetterebbe di trasferire i prodotti fra navi e serbatoi senza passare dal trasporto su strada per l'intero tragitto.

Gli elaborati indicano 21 serbatoi e una capacità complessiva di circa 89.670 m³. La capacità dà un'idea della dimensione dell'impianto.

Schema dell'oleodotto e della sua traccia
21 serbatoi indicati negli elaborati
89.670 m³ di capacità complessiva dichiarata
5 boe nel campo offshore
~3 km pipeline onshore
35.000

DWT

È la dimensione delle navi cisterna che il progetto punta a ricevere al campo boe. Secondo la documentazione progettuale, il porto di Monopoli oggi consente l'accesso a navi da circa 5.000–7.000 DWT.

~500 m

Sealine in mare

Le due condotte sottomarine da 16" collegano il campo boe all'area portuale. Il progetto prevede la posa con perforazione orizzontale controllata, a circa 4 metri sotto il fondale.

Il mare

Il nodo è sotto il fondale.

La Regione ha contestato la possibilità di escludere impatti significativi negativi con sottrazione diretta dell'habitat prioritario 1120* — praterie di Posidonia oceanica e dell'habitat 1170 — Scogliere.

Il proponente sostiene che il campo boe sia stato collocato in una zona sabbiosa fra le chiazze di Posidonia e che l'interferenza con il fondale sia limitata.

Nel dicembre 2024 la Regione Puglia ha inoltre aggiornato la perimetrazione della ZSC. La cartografia utilizzata per valutare il progetto va quindi confrontata con quella vigente.

Prateria di Posidonia oceanica
Per valutare l'interferenza con il fondale bisogna considerare l'intero sistema: fondazioni, corpi morti, PLEM, catenarie, posa, manutenzione ed eventuali effetti indiretti.
Il dato del 4%. Nelle controdeduzioni pubbliche il proponente indica una superficie sottomarina interessata pari a circa il 4%. Questo numero non equivale alla quota di habitat perduto. Per fare quel calcolo bisogna sapere quale parte della superficie interessata coincide con gli habitat 1120* e 1170 e quali effetti producono le singole opere.

Il trapianto va misurato.

4%

Superficie sottomarina indicata dal proponente

È il dato riportato nelle controdeduzioni e ripreso dalla stampa. La Regione ha successivamente ritenuto non superate le criticità ambientali indicate nell'istruttoria.

Dato dichiarato dal proponente
1120*

Habitat prioritario oggetto della contestazione

La Regione ha indicato la possibile sottrazione diretta delle praterie di Posidonia come una delle criticità da approfondire.

Criticità istruttoria
n.d.

Percentuale di successo del trapianto

Negli atti pubblici consultati non abbiamo trovato un valore verificabile che permetta di dire quale percentuale delle piante trapiantate attecchirà.

Il progetto indica il trapianto come misura compensativa, ma la superficie da compensare e la probabilità di successo sono due dati diversi.

Dato non verificato
Cosa servirebbe per valutarlo. Superficie da trapiantare, area ricevente, tecnica utilizzata, densità, tempi di monitoraggio, soglie di successo e interventi previsti se il trapianto non attecchisce.
Gli atti

La procedura è ancora aperta.

La procedura VIA statale è identificata con ID 13879. Il fascicolo comprende elaborati, integrazioni, osservazioni, pareri e controdeduzioni.

Il 20 marzo 2026 la Commissione tecnica regionale VIA/VAS ha espresso un parere negativo. A giugno la Regione ha confermato le proprie criticità dopo le controdeduzioni del proponente.

Il 30 luglio 2026 il progetto è stato nuovamente ripubblicato. Il termine per presentare osservazioni era fissato al 29 agosto 2026.

Autorizzazione del parco serbatoi

L'Autorizzazione Unica ZES n. 8 riguarda il parco serbatoi nella zona industriale.

Aggiornamento della ZSC

La Regione Puglia aggiorna la ZSC “Posidonieto San Vito – Barletta” e la relativa cartografia.

Istanza VIA

Magazzini Generali Italiani presenta l'istanza per la procedura ambientale statale.

Prime contestazioni regionali

Il Servizio regionale competente segnala criticità paesaggistiche, carenze documentali e problemi nella valutazione di incidenza.

Parere regionale negativo

La Commissione tecnica regionale VIA/VAS esprime un parere ambientale negativo. Fra le criticità indica anche la possibile sottrazione diretta degli habitat 1120* e 1170.

La Regione esamina le controdeduzioni

Le criticità vengono confermate dopo le risposte del proponente.

Quarta ripubblicazione

Il fascicolo viene ripubblicato e si apre una nuova finestra per le osservazioni.

La sicurezza

Una condotta attraversa anche la città.

La pipeline onshore è lunga circa 3 km e passa in gran parte sotto strade pubbliche. Il progetto prevede tubazioni inserite in un cunicolo prefabbricato in calcestruzzo, ispezionabile e riempito di sabbia.

Il tracciato comprende un attraversamento ferroviario e attraversa aree urbanizzate. Il proponente indica sistemi di controllo della temperatura e della pressione, una control room presidiata e l'inertizzazione delle tubazioni con azoto al termine delle operazioni.

Dati tecnici dichiarati

  • ~3 km di pipeline onshore;
  • 3 linee di prodotto;
  • diametri indicati fra 150 e 400 mm;
  • cunicolo a circa 2 m sotto il piano stradale;
  • 1 attraversamento ferroviario;
  • pompe da 400 m³/h ciascuna.
Il punto da verificare è lo scenario di incidente. Le misure di prevenzione descrivono come il sistema dovrebbe funzionare. Per valutarne il rischio bisogna anche sapere cosa succede se una condotta si rompe: quanto prodotto può uscire, quanto tempo serve per rilevare la perdita, quanto per isolare la sezione e quali aree possono essere raggiunte.

Rottura

Qual è il volume massimo rilasciabile dalla sezione interessata prima dell'isolamento?

Rilevazione

Quanto tempo passa, in uno scenario realistico, fra l'inizio della perdita e l'intervento automatico o umano?

Conseguenze

Quali persone, edifici, strade, sottoservizi e corsi d'acqua possono essere coinvolti?

Il territorio

Il tracciato entra in un territorio già costruito.

Dalla zona industriale al porto il percorso incontra strade, ferrovia, sottoservizi, reti idriche, aree urbanizzate e altre infrastrutture.

Nelle osservazioni pubbliche sono richiamati, fra gli altri, il sottopasso della ex SS 16, la ferrovia, via Vecchia Sant'Antonio e il tessuto urbano. Sono stati inoltre indicati il campo sportivo Vito Simone Veneziani, una grande condotta fognaria e l'uso turistico del Molo di Tramontana.

Per ogni attraversamento bisogna conoscere la soluzione tecnica, le autorizzazioni necessarie e le conseguenze di una perdita, di un intervento di manutenzione o di lavori eseguiti da terzi.

Foto aerea di Monopoli, 2021
Le alternative

Un'alternativa si può confrontare solo con gli stessi numeri.

Nelle osservazioni pubbliche è stata proposta anche un'ipotesi di tracciato a nord. Per capire se riduca davvero gli impatti bisogna confrontare le due soluzioni sulla stessa serie di dati.

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Questione Tracciato presentato Alternativa proposta a nord Cosa confrontare
Arrivo al mare Area portuale / Molo di Tramontana + campo boe esterno Collegamento verso l'area portuale di Torre d'Orta Porto, traffico marittimo, fondali e autorizzazioni
Passaggio urbano Attraversamento di strade e aree urbane fino al porto Secondo la proposta, percorso prevalentemente nella zona industriale Numero e sensibilità degli attraversamenti
Ferrovia È previsto un attraversamento ferroviario Da verificare negli elaborati dell'alternativa Metodo tecnico, autorizzazioni e rischio
Fondale / habitat Campo boe e sealine; il proponente indica circa il 4% di superficie sottomarina interessata Da documentare Superficie di habitat 1120* e 1170 realmente interferita
Sicurezza Pipeline in cunicolo, monitoraggio di pressione e temperatura e sistemi di isolamento Da documentare Stesso scenario di rischio e stessa metrica
Costi e tempi Quadro economico del progetto Da quantificare con lo stesso livello di dettaglio Investimento, tempi, autorizzazioni e manutenzione
Il confronto deve partire dai dati. Un tracciato alternativo non è migliore perché appare più semplice sulla mappa. E non è peggiore perché presenta nuove difficoltà. Servono costi, tempi, interferenze e impatti misurati con gli stessi criteri.
La posizione del proponente

Per Marseglia il collegamento serve a spostare il traffico su strada.

Il gruppo sostiene che il collegamento diretto fra deposito e mare ridurrebbe il trasporto su strada degli oli fra porto e stabilimento.

Secondo la società, il sistema permetterebbe inoltre di ricevere navi fino a circa 35.000 DWT, evitando di utilizzare Brindisi per le navi di maggiore dimensione.

Il beneficio dichiarato

Ridurre una parte dei trasferimenti con autobotti e collegare direttamente navi, deposito e stoccaggio.

Per quantificare il beneficio servono però dati sul traffico: viaggi attuali, tonnellate movimentate, chilometri eliminati e traffico previsto dopo l'entrata in funzione dell'impianto.

Il progetto va valutato per gli spostamenti che elimina e per le infrastrutture che aggiunge.
Le questioni aperte

Dieci domande per leggere il fascicolo.

01

Qual è la superficie reale di habitat interessata?

Bisogna considerare opere, ancoraggi, catenarie e lavori e distinguere la superficie complessiva da quella occupata dagli habitat 1120* e 1170.

02

Quale cartografia è stata utilizzata?

Gli elaborati devono essere confrontati con la perimetrazione Natura 2000 vigente.

03

Come viene valutato il trapianto?

Servono tecnica, area ricevente, tempi di monitoraggio e criteri per stabilire se la misura ha funzionato.

04

Qual è la percentuale di successo attesa?

Non va confusa con il 4% di superficie sottomarina dichiarata dal proponente.

05

Qual è lo scenario peggiore per la pipeline?

Volume rilasciabile, rilevazione, isolamento, conseguenze e area potenzialmente interessata.

06

Cosa succede in caso di incidente in mare?

La valutazione deve includere anche condizioni meteo-marine sfavorevoli e dispersione del prodotto.

07

Quanto aumenta il traffico marittimo?

Vanno considerati campo boe, manovre, traffico, concessioni e compatibilità con la pianificazione portuale.

08

Sono stati valutati gli effetti cumulativi?

Il progetto va considerato insieme alle altre infrastrutture e attività presenti nell'area.

09

Come sono state affrontate le osservazioni regionali?

Bisogna verificare le risposte del proponente punto per punto, non soltanto registrare che le osservazioni sono state presentate.

10

Qual è la versione più recente del progetto?

Il fascicolo è stato integrato e ripubblicato più volte. Il confronto va fatto sugli ultimi elaborati disponibili.

L'iter autorizzativo

Un parere regionale negativo non chiude da solo la procedura.

Il parere regionale è un elemento dell'istruttoria. La procedura VIA è però statale, quindi quel parere non coincide con un diniego definitivo del progetto.

Il passaggio da verificare è un altro: se le integrazioni e le controdeduzioni abbiano risposto alle criticità indicate dalla Regione in modo sufficiente per consentire una valutazione completa degli impatti.

Per leggere la procedura bisogna quindi seguire le singole questioni: quale contestazione è stata sollevata, quale risposta è arrivata e quale documento permette di verificarla.